Quando l’eleganza incontra lo sportswear.

Il primo modello di Polo venne indossato nel 1927, durante un incontro di Coppa Davis, dal suo creatore e campione di tennis Renè Lacoste. In quell’occasione Lacoste stupì tutto il pubblico sfoggiando una rivoluzionaria divisa da gioco: i calzoni di flanella abbinati ad una maglietta a maniche corte di cotone leggero, che chiamò “jersey petite piquè”, in alternativa alla classica camicia a maniche lunghe.
Nel 1933 Lacoste si ritirò dalla carriera sportiva ed insieme all’amico Andrè Gillier iniziò a commercializzare le proprie creazioni in Europa e nel Nord America.

Il nome Polo deriva, invece, dall’ambiente sportivo del polo: tradizionalmente i giocatori indossavano una casacca con colletto abbottonato a maniche lunghe, prodotte per la prima volta dai fratelli Brooks nel 1896.

Quando nel 1972 Ralph Lauren incluse le sue “polo shirt” come parte fondamentale della sua nuova linea di moda chiamata Polo, il nome venne definitivamente abbinato a questo tipo di indumento.

Negli anni la Polo è diventata un capo d’abbigliamento sempre più “democratico”, amato ed indossato dal vasto pubblico e non solo dalle élite.
La Polo rappresenta un’alternativa pratica, elegante, versatile, ma pur sempre sportiva, alla popolare T-shirt.

Ma anche con un capo classico come questo è possibile giocare sui dettagli e dare vita ad una polo unica nel suo genere. Come il modello studiato da Audes per la collezione Vespa 946 con fessino e polsi con piping rifrangente e bottoni metallici personalizzati. Oppure come la polo della collezione Fiat Abarth 595 pensata e realizzata a 7 bottoni e con il canetè interno in velluto.

Questi sono solo alcuni esempi di soluzioni ideate da Audes per i suoi clienti, per rendere ciascuna Polo una Polo fuori dall’ordinario.